| CHIESA DELLA SS. ANNUNZIATA |
Si
tratta di un edificio particolarmente interessante per
l'architettura neogotica ed eclettica della seconda metà del
diciannovesimo secolo in quanto, insieme ad altri esempi,
rappresenta uno degli esiti più convincenti nella vasta
opera dell'ormai famoso architetto-geometra Giovanni
Schellino.
L'insediamento di un edificio di culto preesiste all'intervento
ottocentesco ed ha forse
origini antiche, risalenti al tredicesimo secolo. In epoca
barocca si ebbe un primo rimaneggiamento, che portò l'edificio
sacro, ad aula semplice, ad una ripartizione in tre navate.
Sulla facciata sono state messe in luce alcune tracce di
questo intervento, occultate dagli intonaci ottocenteschi.
Il rifacimento neogotico operato dall'architetto Schellino
nel 1864 è stato impostato sul precedente perimetro, ed
ha salvaguardato diverse parti della chiesa preesistente.
L'intervento dell'architetto doglianese è stato oggetto
di studio da parte di Andreina Griseri e Roberto Gabetti
ed è descritto dalla seguente scheda: "Ampliamento
della chiesa con la costruzione di due navate laterali,
modifiche all'interno dell'abside e ricostruzione della
facciata ". Sull'abside, conservata all'esterno
senza varianti nel corso del restauro di Schellino, una
lapide porta la data 15 luglio 1879.4
4 - (Per la descrizione dei lavori: Archivio Schellino,
ms
30 gennaio 1864").
Le vicende
dell'edificazione della parrocchiale della Santissima Annunziata
di Cerretto Langhe si inseriscono in quel fitto intrecciarsi
di stili e di tipologie architettoniche che contrassegnarono
l'opera schelliniana. La progettazione della parrocchiale
ha rappresentato un momento di quell'avvicendarsi di neoclassicismo
e di neogotico che contrassegnò il percorso artistico di
Schellino, e che è avvalorato dalla successione cronologica
delle opere documentate. La parrocchiale di Cerretto Langhe
si colloca in una sequenza che va dall'ampliamento neogotico
del Cimitero di Dogliani (1855-57) al progetto di gusto
neoclassico per la Caserma di Carrù del 1863, passando
attraverso l'edificazione della chiesa monumentale dei
Santi Quirico e Paolo (1859-70) (A. Griseri e R. Gabetti, Architettura
dell'eclettismo. Saggio su Giovanni Schellino,
Torino, Einaudi, 1973, pp. 114-15). Inoltre, secondo quanto
hanno fatto osservare Andreina Griseri e Roberto Gabetti, "L'idea
della guglia ossessiona Schellino durante la progettazione
del cimitero di Dogliani nel 1855, ma anche per la parrocchiale
di Cerretto Langhe nel '64, o durante i lavori per la cupola
dei Santi Quirico e Paolo, nelle varianti aperte, cancellate
e riprese che noi conosciamo dai fogli preparatori ..." (A.
Griseri e R. Gabetti, op. cit., p. 66) Nell'interpretazione
dei due studiosi la "guglia schelliniana" è un elemento
rivelatore della sua particolare interpretazione del neogotico
europeo. Schellino, infatti, non avrebbe esibito il neogotico
al pari di uno stile nazionale o di uno stile erudito,
ma se ne sarebbe servito piuttosto per comunicare una sorta
di pensiero romantico acquisito da una tipologia architettonica
per i siti religiosi. Ricorrendo all'elemento architettonico
della guglia, Schellino rivestiva "di materie concrete
l'esempio inglese a lui pervenuto da Pugin e da Barry" (ibidem).
L'attenzione di Schellino al mestiere, il suo passaggio
dalla ricerca attraverso i disegni all'architettura in
opera era realizzato sulla base di un impegno per la sperimentazione
di nuove tecniche e di nuovi materiali. Tutto ciò doveva
avvenire con aderenza estrema alla materia, in modo tale
che l'idea dovesse risultare tangibile sollecitando una
nuova forma di percezione anche in opera come avveniva
al San Quirico di Dogliani, o a Bonvicino e a Cerretto" (A.
Griseri e R. Gabetti, op. cit., p. 1 15).
L'interno
della parrocchiale di Cerretto Langhe si presenta completamente
decorato, con le semicolonne, le colonne e gli archi trattati
a fasce di colore alternato giallo e rosa. La volta è rappresentata
come cielo stellato con un fondo blu molto intenso e fitte
stelle di colore giallo. Le decorazioni figurative di maggior
spicco si trovano ai lati dell'abside, nel battistero e
nel secondo ordine della navata centrale, dove sono raffigurati
i dodici apostoli con la tecnica del chiaro scuro a firma
del pittore Rossi che ha inciso il proprio nome e la data
di esecuzione: " 8bre 1868 ". La stessa firma
la ritroviamo nelle decorazioni parietali del coro. Degne
di ulteriori studi ed approfondimenti sono i due grossi
riquadri figurati del presbiterio che, ad un primo esame
visivo, appaiono di epoca precedente, probabilmente risalenti
al rifacimento barocco. L'esterno dell'edificio è stato
oggetto di restauro negli anni 1996-1998, grazie al contributo
del Comune di Cerretto Langhe, della Provincia di Cuneo
e della Regione Piemonte. Il progetto è stato redatto dagli
architetti Massimo Pelisseri e Mauro Rabino, le opere edili
sono state eseguite dall'impresa edile Giubellino Lorenzo.
E' in corso di approvazione da parte della competente Soprintendenza
Beni Artistici e Storici del Piemonte il progetto inerente
il restauro conservativo degli affreschi interni, che dovrebbe
riportare la chiesa parrocchiale di Cerretto Langhe all'antico
splendore.
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