La chiesa Parrocchiale di Cerretto Langhe,
opera neogotica dell'Architetto Giovanni Schellino


Chiesa prima dei restauri

CENNI STORICI
L'insediamento di un edificio di culto preesisteva all'intervento ottocentesco ed ha forse origini antiche, risalenti al tredicesimo secolo. Il rifacimento neogotico operato dall'architetto Giovanni Schellino, iniziato nel 1864, è stato impostato sul precedente perimetro, ed ha salvaguardato diverse parti della chiesa preesistente. L'ampliamento della chiesa consistette nella costruzione di due navate laterali, nelle modifiche all'interno dell'abside e nella ricostruzione della facciata. Sull'abside, conservata all'esterno senza varianti nel corso del restauro di Schellino, una lapide porta la data 15 luglio 1879. Sul portale Schellino inserì, oltre ai bassorilievi dell'Annunciazione, anche una targa in pietra con la data MCXII, pezzi provenienti dalla vecchia chiesa. Andreina Griseri e Roberto Gabetti, nel loro saggio degli anni settanta che titola "Architettura dell'eclettismo. Saggio su Giovanni Schellino", inseriscono le vicende dell'edificazione della parrocchiale della Santissima Annunziata di Cerretto Langhe in quel fitto intrecciarsi di stili e di tipologie architettoniche che contrassegnarono l'opera schelliniana. La progettazione della parrocchiale avrebbe rappresentato un momento di quell'avvicendarsi di neoclassicismo e di neogotico che contrassegnò il percorso artistico di Schellino, e che è avvalorato dalla successione cronologica delle opere documentate. La parrocchiale di Cerretto Langhe si colloca in una sequenza che va dall'ampliamento neogotico del Cimitero di Dogliani (1855-57) al progetto di gusto neoclassico per la Caserma di Carrù del 1863, passando attraverso l'edificazione della chiesa monumentale dei Santi Quirico e Paolo (1859-70)
(cfr A. Griseri e R. Gabetti, Architettura dell'eclettismo. Saggio su Giovanni Schellino, Torino, Einaudi, 1973, pp. 114-15). Inoltre, secondo quanto hanno fatto osservare Andreina Griseri e Roberto Gabetti, "L'idea della guglia ossessiona Schellino durante la progettazione del cimitero di Dogliani nel 1855, ma anche per la parrocchiale di Cerretto Langhe nel '64, o durante i lavori per la cupola dei Santi Quirico e Paolo, nelle varianti aperte, cancellate e riprese che noi conosciamo dai fogli preparatori ..." (A. Griseri e R. Gabetti, op. cit., p. 66) Nell'interpretazione dei due studiosi la "guglia schelliniana" è un elemento rivelatore della sua particolare interpretazione del neogotico europeo. Schellino infatti non avrebbe esibito il neogotico al pari di uno stile nazionale o di uno stile erudito, ma se ne sarebbe servito piuttosto per comunicare una sorta di pensiero romantico acquisito da una tipologia architettonica per i siti religiosi. Ricorrendo all'elemento architettonico della guglia, Schellino rivestiva "di materie concrete l'esempio inglese a lui pervenuto da Pugin e da Barry" (ibidem). L'attenzione di Schellino al mestiere, il suo passaggio dalla ricerca attraverso i disegni all'architettura in opera era realizzato sulla base di un impegno per la sperimentazione di nuove tecniche e di nuovi materiali. Tutto ciò doveva avvenire con aderenza estrema alla materia, in modo tale che l'idea dovesse risultare tangibile sollecitando una nuova forma di percezione anche in opera come avveniva "al San Quirico di Dogliani, o a Bonvicino e a Cerretto" (A. Griseri e R. Gabetti, op. cit., p. 1 15).


Facciata della Chiesa

CENNI ARTISTICI
La facciata della chiesa della SS.Annunziata è impostata sulla ripartizione tradizionale in tre campi, con il campo centrale di maggiore altezza; la caratterizzano le poderose strutture corrispondenti alle tradizionali lesene, qui realizzate a guisa di pilastri a base quadrata variamente articolati e concluse con guglie in laterizio; il campo centrale si caratterizza per la forte accentuazione del frontone e per la ricchezza del sistema portale-rosone sovrastato da un campo a monofora che ha ospitato un affresco oggi perduto. La facciata é orientata verso nord-ovest, secondo una delle linee di maggiore impatto dell'azione meteorologica , e risulta particolarmente esposta anche per la posizione elevata e scoperta del crinale collinare sul cui culmine la chiesa é stata costruita. In pianta, l'edificio si presenta nella classica impostazione a tre navate. Le navate laterali sono scandite da una serie di contrafforti in numero di tre realizzati in muratura mista di pietra e mattoni, che si ripetono anche sui fianchi della navata principale. Le pareti delle navate laterali sono contraddistinte da una finestratura a monofore con architrave a sesto acuto, così come a sesto acuto è il portale laterale esistente sul lato ovest, lo stesso che ospita il campanile a base quadrata di fattezze barocche e non interessato dal restauro.


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